UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE?
Introduzione
Un numero rilevante di costituzionalisti, in occasione del referendum sulla giustizia, ha formato il Consiglio scientifico del Comitato Società civile per il No ed ha promosso una dichiarazione comune di 180 giuspubblicisti, una sorta di piattaforma che ha consentito di svolgere più di un migliaio di iniziative in tutto il Paese.
Questi costituzionalisti hanno contribuito, insieme ad associazioni, movimenti e ad un’infinità di formazioni sociali allo straordinario risultato del 23 marzo e, subito dopo il risultato del referendum, hanno deciso di darsi un’organizzazione più stabile.
È stato costituito un gruppo whatsapp che ha assunto la denominazione di “Costituzione e democrazia” e che ha lo scopo di tenere in contatto non solo un consistente numero di studiosi di diritto costituzionale, ma anche alcuni giornalisti, magistrati ed avvocati, tutti animati da un forte impegno civile e che ha lo scopo di condividere articoli, documenti, leggi e sentenze di comune interesse.
L’obiettivo più ambizioso è quello di verificare e contribuire a formare, attraverso il dibattito interno ed anche attraverso una serie di posizioni, individualmente espresse sul terreno del dibattito pubblico e scientifico, la cornice costituzionale di un ideale programma di Governo.
Questo gruppo non è un’associazione e quindi le prese di posizioni comuni potranno avere, come hanno avuto in passato, solo un carattere eccezionale.
Nel corso di una prima riunione sono stati individuati alcuni temi di attenzione o di interesse sui quali organizzare invece seminari o luoghi di dibattito on line o in presenza.
I temi sono molti ed alcuni dovranno essere inevitabilmente accorpati. Primo fra tutti c’è il tema della legge elettorale (e relative implicazioni e collegamenti) sul quale si è deciso di organizzare questo primo seminario.
Seguiranno poi i temi dell’immigrazione, dell’informazione e della giustizia. Il tema della sicurezza e delle carceri è altro argomento di grande attualità. Il pubblico e il privato nella sanità e nell’istruzione si aggiungono ancora. Si tratta di vedere infine quali misure siano necessarie per ridare centralità al Parlamento.
C’è molto lavoro da fare, ma il metodo di azione resta sempre lo stesso: costituzionalisti e cultori della Costituzione che sentono forte l’attaccamento alla Carta ed altrettanto forte l’impegno civile.
Relazioni e interventi
Già insegnante nell’Università degli Studi di Firenze



