Nato a Nuoro il 9 agosto 1951, dopo un’esperienza come ricercatore presso l’Università degli Studi di Cagliari, entrò in magistratura nel 1977.
Fu sostituto procuratore a Spoleto e successivamente a Perugia. La sua straordinaria attitudine allo studio e all’approfondimento lo condusse presto in Corte Suprema di Cassazione, dove approdò nel 1990, per poi tornare alla giurisdizione di merito come Procuratore della Repubblica di Perugia nel 2010.
È stato componente del primo Comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura, contribuendo a una stagione di grande crescita della formazione della magistratura. Successivamente è tornato in Cassazione, assumendo la Presidenza della IV Sezione penale.
Dopo il collocamento a riposo per raggiunti limiti di età, ha ricoperto gli incarichi di Giudice di Terza Istanza in materia penale della Repubblica di San Marino e di Giudice d’Appello per la responsabilità civile dei magistrati. Era orgogliosamente socio del LAPEC e tra i più autorevoli fondatori di questa Rivista.
Giacomo lascia un vuoto incolmabile nel Comitato scientifico e nel Comitato di redazione. Mancheranno la sua vasta ed eclettica cultura, la capacità di ascolto, l’attitudine a individuare ogni volta la soluzione migliore e quella raffinata, inconfondibile logica giuridica che ne ha contraddistinto il percorso professionale e umano.
Sempre presente nei momenti di difficoltà, sapeva rassicurare, incoraggiare e trasmettere l’entusiasmo di un ragazzo. Lo ricorderemo come nell’ultima riunione del Comitato: entusiasta e propositivo, riflessivo e premuroso, capace di prendersi cura degli altri senza mai ostentare la propria statura intellettuale e professionale.
La sua lezione, il suo esempio e il suo affetto continueranno ad accompagnarci.
Ci sono persone che, se incontrate, non possono essere catalogate nell’elenco di quelle ordinarie. Conoscere Giacomo Fumu significava apprezzare una persona, e un magistrato, straordinaria. Sorridente, garbato, connotato da un humour anglosassone, mi ha accompagnato nella “avventura” del primo direttivo della Scuola superiore della magistratura. Fiero delle sue origini sarde, i suoi duetti con il corregionale presidente Onida restano un gustoso e incancellabile ricordo. Elegante e approfondito nelle sue disquisizioni giuridiche, elevava la sua militanza nella quarta sezione penale, che aveva anche presieduto, a rango di una religione giudiziaria. Si affastellano in questo momento di sconcerto e di tristezza una miriade di ricordi, tra cui l’ascolto della sua esperienza (sin qui unica) quale presidente per due volte della commissione di concorso per l’accesso alla magistratura. Sarà impossibile non ricordarlo, sorridente, James Smog (come affettuosamente lo appellavamo alla Scuola) con le sue inesorabili bretelle, accarezzare il suo amato bassotto, mentre sorseggia un bicchiere di vino, che aggiunge un sorriso all’amicizia e una scintilla all’amore.
Questa Rivista proseguirà a ricordarlo nei prossimi giorni.
