ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

“It's okay, friend. I’m not mad at you”

Perché il sorriso di Renee Good non ha disarmato il suo assassino?
17 gennaio 2026
59 visite
ABSTRACT

 Ora abbiamo il punto di vista dell’assassino di Renee Good, la body cam dell’agente ICE Jonathan Ross.
Quelli che sanno che il fascismo non è cosa di oggi ma è sempre stato in nuce negli USA e non solo, quelli che dicono che gli statunitensi sono “tutti” consapevoli così come lo siamo “noi”, dovrebbero chiedersi come mai Renee Good abbia sorriso al suo assassino, l’agente ICE Jonathan Ross, e gli abbia anzi detto «It's okay, friend. I'm not mad at you.» (Va tutto bene amico, non ce l’ho con te, NdR), come se queste parole avessero davvero il potere di evitare al killer di premere il grilletto tre volte, e non si sia fermata quando le ha intimato di farlo. 
Perché Renee Good, osservatrice volontaria ufficiale alle operazioni anti immigrati, intellettuale, attivista per i diritti civili, non ha eseguito gli ordini così come non l’ha fatto la sua compagna che stava risalendo in macchina?
Perché era bianca e riteneva che a lei non potesse succedere: la polizia ammazza neri e meticci. È una prima risposta.

La seconda risposta è: non aveva capito il salto di livello in corso, il fascismo in azione. E come non l’ha capito lei, consapevole, intelligente, colta, militante, non l’ha capito la maggioranza. 
(E poi c’è anche una parte che l’ha capito e a cui non interessa, e ce n’è un’altra ancora che è persino favorevole).
E il fatto che continuiamo a ripeterci (tra di noi, oscenamente): «ma era ovvio, si vede che questo è fascismo», con la stessa leggerezza con cui per decenni si è dato del fascista a Berlusconi, o a Renzi, o al M5S nel suo insieme, così come ai ProPal che interrompono Fiano a Venezia o ai filo ucraini che irrompono durante un incontro con Di Battista e Orsi, dovrebbe far capire quanto il fascismo sia misconosciuto.

Ma c’è anche un’altra risposta e riguarda la violenza. Quando la violenza politica fa irruzione nella scena, i nonviolenti, i disabituati alla violenza, quelli che credono che le parole siano pietre, restano spiazzati. Perché un conto è dire che le milizie dell’ICE siano come le SA, altro è assistere o, peggio, sperimentare.

Quando i Freikorps prima e poi le Sturmabteilung di Röhm irruppero sulla scena politica della Germania alla fine della Prima guerra mondiale, i tedeschi uscivano dalle trincee perché il fascismo nasce nelle trincee, non si dà fascismo senza la violenza delle trincee, e la società intera era intrisa, pervasa dalla violenza. Lo stesso succedeva in Italia: socialisti e anarchici contro nazionalisti e fascisti. In quali trincee, in quale humus di violenza sono cresciuti gli statunitensi? E perché il fascismo è in azione oggi lì?
Il fascismo si afferma per una serie di fattori: crisi economica e sociale, reazione della borghesia al pericolo rosso, frustrazione dei reduci, debolezza dello Stato liberale, nazionalismo e mito di Roma, violenza squadrista.
Non conosco gli Stati Uniti a sufficienza per rispondere a queste domande, ma credo sia doveroso porsele.
Invece guardo e riguardo i video dell’omicidio di Renee Good e mi chiedo perché quel suo sorriso meraviglioso mi disarma, ma non ha disarmato Jonathan Ross.

Nessun risultato