ISSN: 2974-9999
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Uno bianca per chi l'ha vista una storia per chi non c'era

28 novembre 2025
Uno bianca per chi l'ha vista una storia per chi non c'era

Uno bianca per chi l'ha vista una storia per chi non c'era è il progetto di storia pubblica partecipata nato da un'idea di Maurizio Matrone, scrittore ed ex poliziotto.

La cosiddetta Banda della Uno Bianca era composta principalmente da poliziotti che, per sette anni e mezzo, hanno agito indisturbati nel nostro territorio, tra Bologna, la Romagna e Pesaro. Il nome era legato al fatto che per mimetizzarsi rubavano e poi usavano spesso Fiat Uno di colore bianco, molto diffuse all’epoca. I numeri ufficiali raccontano 23 morti, 114 feriti e 102 azioni criminali tra il 1987 e il 1994. È considerata la strage diffusa più duratura che la storia della Repubblica ricordi. Una storia ancora aperta, che va raccontata.

Questo progetto è promosso dalla Associazione Vittime della Uno Bianca con il sostegno dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e la collaborazione di numerose associazioni, enti, istituzioni e archivi dell'Emilia Romagna, con l'obiettivo di mantenere viva, rinnovare, approfondire e divulgare la memoria degli avvenimenti e delle vittime, delle persone e dei luoghi, dei processi storici e culturali per testimoniare alle nuove generazioni un senso civico e di cittadinanza attiva. 

Quattro mostre, dieci incontri, un sito web. Molto ricco il calendario di eventi che parte a novembre e arriva fino a gennaio per promuovere il ricordo delle vittime di quegli eventi.

Il punto di riferimento è il sito web www.unobianca.it che raccoglie e ordina, in forma digitale e permanente, un archivio sui fatti e la storia della Uno bianca. Il contenuto dell'archivio è vario ed è in divenire, perché i cittadini possono continuare a offrire testimonianze e contributi di ogni tipo.

Oltre al sito, quattro mostre e dieci incontri collegati. Le iniziative si svolgono a Bologna a partire da novembre 2025. 

Ogni iniziativa rappresenta, sia nel mondo digitale sia nella dimensione analogica, un’indagine storica sulla reazione, sullo sgomento, sull’emozione, sullo sdegno e sull’impegno della società civile. Ognuna delle attività propone un tipo di sapere comunitario e condiviso attorno a quei terribili fatti.

Le mostre

Uno Bianca – Memorie da una città ferita allestita presso la Sala Ercole del Comune di Bologna, espone, attraverso un percorso emotivante, una mappa organica e ordinata di “fatti” raccontati dalla società civile quale viva testimonianza dell’epoca: articoli, fotografie, giornali e interviste. Nel percorso il visitatore potrà farsi un’idea sia degli eventi criminali sia del periodo storico. L’allestimento è proposto dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna (del corso di Scenografia e allestimenti degli spazi espositivi) la sonorizzazione è a cura della compositrice Paola Samoggia, mentre le video-interviste sono raccolte da un team del Master in Giornalismo di Bologna.

Uno Bianca_Bianco e Nero, allestita presso il MAMBO, presenta una ricca selezione delle fotografie scattate da Luciano Nadalini, uno tra i testimoni più lucidi e sensibili della cronaca degli anni della Uno Bianca.

Uno Bianca – Identikit: i volti della paura, allestita presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, la mostra espone 9 tavole 35×50 degli identikit originali disegnati da Giovanni Battista Rossi, riguardanti la banda della Uno Bianca.

Uno Bianca – Documenti da un processo sarà allestita nel corso del 2026 presso il chiostro dell’Archivio di Stato di Bologna ed esporrà i fatti degli eventi criminali da un punto di vista prettamente giudiziario. Grazie al contributo della Regione Emilia Romagna si è raggiunta la digitalizzazione degli atti processuali bolognesi e oggi, ogni tipo di materiale poliziesco e giudiziario, è conservato presso l’Archivio stesso. L’allestimento offrirà un segno tangibile della numerosità e complessità “fisica” dei faldoni, dei documenti e dei reperti, tra una selezione di atti cartacei, fotografie e registrazioni audio e video.

Gli incontri

Uno Bianca – Raccontare il crimine. Il racconto del crimine tra fonti, testimoni, cronaca, storia e finzioni – con il contributo dell’Università Federico II di Napoli e la collaborazione della Biblioteca dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, di ScriptaBo Aps e dell’Archivio di Stato. Un laboratorio per i giovani e quattro tavole rotonde dedicate alla narrazione del crimine da diverse prospettive.

Uno Bianca – Uno spazio di Teatro Pubblico. In collaborazione con il quartiere Navile, tre appuntamenti di carattere divulgativo dove giornalisti, attori, studiosi, criminologi e un ex poliziotto raccontano l’intera vicenda nelle molteplici e potenti forme del linguaggio teatrale.

Uno Bianca – Mirare allo Stato. In collaborazione con il quartiere Navile e la Biblioteca dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna, un cineforum e un incontro sul film documentario del 2019 che racconta la tragedia della Uno Bianca con il prezioso contributo degli studenti delle scuole secondarie superiori.


“Il progetto Uno Bianca è una chiamata alla memoria dal punto vista della società civile”, ha spiegato Matrone. “È un’indagine storica sulla reazione, sullo sgomento, sull’emozione, sullo sdegno e sull’impegno dei cittadini davanti ai tragici episodi criminali accaduti tra il 1987 e il 1994 (sette anni e mezzo di terrore) e ai loro responsabili quasi tutti uomini delle forze di polizia. È un invito per chi ha vissuto quel periodo, e per chi non c’era, a non dimenticare affinché fatti del genere non accadano mai più.”


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