ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Ogni granello di sabbia

6 novembre 2026
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Papa Leone XIV con Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, il 4 novembre 2026. Fonte: Vatican News / Vatican Media

Papa Leone XIV con Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, il 4 novembre 2026. Fonte: Vatican News / Vatican Media

ABSTRACT

Agli inizi degli anni ‘80, Bob Dylan, nato Robert Allen Zimmerman, di famiglia ebrea, ebbe una crisi religiosa che sfociò in una sofferta, intima, convinta conversione al Cristianesimo.

Scrisse diverse canzoni pubblicate soprattutto in tre album (Slow Train Coming, Saved, Shot Of Love) dove mescolò la sua naturale tendenza al Blues Rock con accenni “Spirituals” e “Gospel”.

I critici più autorevoli considerarono questi dischi il punto più basso della sua storia creativa: dopo i vertici folk dei primi ‘60, i grandi pezzi rock dei secondi ‘60, i dolci ritorni country degli inizi ‘70 e i capolavori soft rock tzigano della “Rolling Thunder Revue” della seconda metà dei ‘70, il blues‑gospel da disco music anni 80 sconcertava i puristi del rock.

Se Robert Thomas Christgau, Kurt Loder e Paul Nelson non osarono ripetere il “What’s this shit?” con cui Greil Marcus aveva salutato un decennio prima l’uscita di Self Portrait, certamente lo pensarono.

In fondo si trattava di pregiudizi: anni dopo qualcuno avrebbe ricordato che, negli anni 80, se il blues non fu seppellito dalla disco music lo si dovette a capolavori come Blind Willie Mc Tell, Jokerman e License To Kill”che avrebbero verosimilmente ispirato, tra gli altri, i Pink Floyd di A Momentary Lapse Of Reason e i Dire Straits di Making Movies.

Ma, al di là di ciò, anche le canzoni del Dylan cristiano erano capolavori.

Ebbene, in questi giorni, portando il suo tour infinito nell’Europa continentale, lo zio Bobby, a coronamento di una bellissima set list, sta offrendo al suo pubblico, alla fine di ogni concerto, in luogo dei tradizionali, famosissimi pezzi di chiusura in crescendo (Like A Rolling Stone, All Along The Watchtower, The Times They Are -A- Changin’, I Shall Be Released), una inconsueta, mite, dolcissima canzone della sua cristianità: Every Grain Of Sand, pubblicata nell’album Shot Of Love, uscito nel 1981.

La preghiera di un peccatore che anela a diventare apostolo e evoca Gesù, chiamandolo Maestro.

Un appello non casuale nel momento del suo ritorno in Europa in questi tempi di guerra. Non una mera preghiera contemplativa, ma un invito agli europei ad assumere attivamente la responsabilità cristiana di operare per costruire ponti tra i popoli e le genti; per unire nella pace della convivenza affratellante, nella ragione ordinatrice del diritto e, se possibile, nella soccorrevole carità dell’Uomo di Tarso, tutti i figli di Dio, a prescindere dalla provenienza geografica, dal credo politico e dalla fede religiosa, nel segno dell’uguale dignità di ogni persona umana.

Perché, come scrisse Salvatore Satta nella commovente prefazione alla prima edizione del suo storico manuale di procedura, «in periodi come questi si rivela a ciascuno la terribile responsabilità della propria esistenza: come se un Dio nascosto lo perseguiti con la domanda del Signore a Caino, o se si vuole del padrone ai servitori, nella parabola dei talenti».

Una preghiera rivolta ad ogni persona di buona volontà, perché metta a frutto i propri talenti, contribuendo a fare uscire dal buio l’Umanità per condurla verso una nuova aurora.

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