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Non credo di avere mai letto un libro di un autore sudcoreano. In questo caso gli autori sono due: Lim Jin Pyung ex regista cinematografico, e Koh Hee Eun che, laureato in “Scrittura creativa” e specializzato in “Management delle arti e dello spettacolo”, ora gestisce a Seul un caffè con spazio multiculturale. Entrambi hanno in precedenza e separatamente scritto libri di viaggio.
Questo libro mi ha letteralmente affascinato e, seppur di 300 pagine, l’ho letto in tempi brevi, rinunciando anche ad ore di sonno, tanto era forte la scelta di andare avanti senza segnalibro e con meno soste possibili. Un insolito negozio di sogni e di vinili è insieme un romanzo che grazie alla musica come strumento narrativo spinge a ricordare ed a sperare.
È questa la ragione – suppongo – per cui nel sottotitolo di copertina si legge «A Seul, un negozio di dischi restituisce la speranza a chi ha smesso di sentirne la musica».
Personaggio centrale è il giovane Jeongwon che ha perso i genitori e l’amato giovane fratello Jeongan che, con il proprio umile lavoro, aveva sostenuto nello studio e nei primi impegni. Jeongan era morto investito da un’autovettura. La scomparsa dei suoi tre congiunti costituisce una perdita incolmabile per Jeongwon al punto che decide di suicidarsi. Ma quando è ormai prossimo al momento di farla finita, si ritrova a guardare ed a ricordare la fantastica collezione del padre di 6312 vinili che contenevano ogni tipo di musica: classica, rock, jazz, blues ed altro ancora. Jeongwon inizia a ricordare che sin da quando era bambino il padre ascoltava quella musica insieme a lui, così da trasmettergli la sua passione.
Jeongwon decide allora che sarebbe stato ingiusto che tutti quei vinili, non avendo lui parenti o amici cui lasciarli, finissero al macero o in mani sconosciute. Anche perché, come si legge nel libro, «gli oggetti appartenuti ad una persona non sono semplici cose, ma tracce di vissuto, testimonianze di una vita intera». Decide allora di rimandare il suo addio al mondo fino a quando non avrà regalato o venduto tutti i vinili paterni.
Affitta per tale ragione un locale fatiscente nel quartiere periferico di Seul chiamato Pungjin‑dong ai piedi di una montagna, dove – pur senza insegne e pubblicità – apre un piccolo negozio che diventa presto un rifugio per persone ferite dalla vita. La sua iniziativa si trasforma, progressivamente ma in tempi brevi, in un successo che cambia la sua vita, catapultandolo tra alcuni sconosciuti clienti che diventano in breve suoi amici e “compagni di viaggio”, persone che hanno bisogno di fermarsi, di respirare, di ritrovarsi. Finiscono con il pranzare spesso insieme nel negozio ascoltando una playlist di “musica per mangiare” pur se in quei momenti qualcuno la vuole rock ed altri classica, rischiando di far andare il cibo di traverso agli amici. Il piccolo negozio di vinili, aperto quasi per caso, diventa così il centro emotivo del racconto. Non è un negozio qualunque ma un luogo un po’ nascosto, che sembra attirare pellegrini.
Chi sono queste persone speciali di cui il libro racconta le vite, i dolori ed i sogni?
Wonseok, primo cliente in assoluto, è un ex poliziotto disilluso di mezza età, che in uno scantinato dello stesso stabile decide poi di aprire un piccolo studio di registrazione riempiendolo degli strumenti necessari. È lì che sarebbe nato il gruppo “Wonseok e l’insolita band”. Mirae è una giovane specializzata in scrittura creativa ed in economia aziendale (come uno degli autori del libro, dunque), ancora segnata dall’incidente di un bus su cui viaggiava a 12 anni e di cui è l’unica sopravvissuta, assunta come commessa nel negozio. Appena assunta come dipendente part‑time apre dei profili social, cominciando a pubblicare una sorta di rubrica “Il diario dell’insolita commessa dell’insolito negozio di vinili”, contribuendo in modo decisivo ad un successo clamoroso. Duman è un cantante‑star coreano, leader dei Pluto, che aveva appreso del suicidio del suo amico e collega Dongman, rinunciando per questo a concerti, a nuove registrazioni ed a soldi, iniziando a chiedersi se davvero valeva la pena portare avanti quell’esistenza. «Se soldi e fama bastassero davvero a garantire la felicità, allora Kurt Cobain e Ian Curtis sarebbero ancora qui a vivere sereni». Duman ritrova la spinta grazie ai suoi amici del negozio in cui era entrato per caso. Acquista sedici vinili in un giorno ed altri ancora in seguito. In breve, sul sito web del suo fanclub diffonde un post e racconta cose belle dell’insolito negozio conosciuto e del conforto che ha provato, al punto che i suoi fan iniziano in breve a frequentarlo defininendolo un “luogo sacro” ed acquistando vinili. E Duman crea anche l’“Insolita band”, incidendo un album con le canzoni composte dallo scomparso Dongman. L’undicenne Sia è il più giovane tra i visitatori che, già collezionista di vinili, apprende dai social dell’insolito negozio, inizia a frequentarlo ed il primo giorno acquista tre vinili e poi altri ancora nei giorni seguenti. Lo fa pagando con la carta di credito della madre Darim alla quale fa credere di passare al doposcuola le molte ore che invece dedica al progressive rock e ad altri generi. I clienti credono sia il fratello minore della giovane Mirae. Darim è una giovane e bella avvocatessa, madre single di Sia e professionista emarginata nel prestigioso studio ove lavora. È esperta nella tutela di diritti fondamentali ma anche conoscitrice di molti generi musicali. Si accorge che Sia ritarda nel rientrare a casa dopo la scuola, scopre vinili usati nella sua stanza e, studiando gli addebiti sulla sua carta di credito, comprende tutto, anche perché un giorno pedina il figlio fino al negozio. Lei vi si reca, presentandosi a Jeongwon con un biglietto da visita sul cui retro vi è scritto “Se sei vittima di un’ingiustizia, fai causa!”. Darim, dopo qualche giorno, si trasferisce in un piccolo appartamento vuoto sopra il negozio di vinili e ne fa il suo studio legale, riuscendo anche a far riaprire il caso dell’investimento stradale che aveva causato la morte del fratello di Jeongwon. E poi ci sono Wonjang, psichiatra che ha abbandonato il suo lavoro vittima di depressione per il tradimento della moglie e Yebun una funzionaria in pensione ultrasessantenne che un giorno, attratta dalla musica che aleggiava dinanzi al negozio, decide di varcarne la soglia per ritrovarsi catapultata altrove da Surfin’ USA dei Beach Boys: anche lei ne diventa una cliente abituale ed una volenterosa collaboratrice. Ma ci sono anche altri anonimi pellegrini passati per quel negozio, ciascuno dei quali «aveva ricordi da condividere attraverso un vinile» ed era attirato dalle recensioni di Jeongwon.
Sì, perché Jeongwon continuava anche ad apporre sui vinili in vendita post‑it gialli con i suoi pensieri e recensioni per aiutare i clienti nella scelta dei dischi.
Uniti dall’amore per la musica, gli amici trovano conforto e connessione attraverso i dischi e le emozioni che evocano. Poco a poco, le loro vite si intrecciano, aiutandoli a fare pace con il passato e a intravedere una nuova possibilità di futuro.
Tra queste persone c’è chi porta il peso di un lutto, chi di un fallimento, chi di una vita che non è andata come sperava. Quello che li accomuna è un senso di smarrimento, e la difficoltà di esprimere ciò che provano. Finché non si imbattono nel potere salvifico della musica.
La vendita di vinili in quell’insolito negozio registra dunque un tale successo che Jeongwon non solo abbandona il suo infausto progetto di suicidio, ma decide di vendere, oltre quelli del padre, altri vinili usati che comprava. E destina gran parte dei suoi profitti a scopi di beneficenza, come il sostegno a rifugi per animali abbandonati, così aumentando il numero dei clienti che regalavano molti vinili “al proprietario del negozio..” certi “…che farà la cosa giusta”.
La storia è ricca di citazioni di brani ed autori super amati, dai Beatles a Elton Jonh, da Jeff Buckey ai Doors, dai Carpenters a Bob Dylan, da Astor Piazzolla al Patty Smith Group, da David Bowie a Schubert ed ai King Crimson, da Bach a Brian Eno, da Yves Montand a Paul Anka, dalla Chicago Symphony Orchestra a Duke Jordan e Mozart, da Pat Metheny a Lou Reed e Bill Evans, da Neil Young a Kim Min‑ki e Lee Yon Sil, da Billie Holiday ai Beach Boys, ai New Trolls ed agli U2, dai Velvet Underground a Jimi Hendrix ed a tanti altri ancora, inclusi cantanti e gruppi coreani, sconosciuti o quasi in Occidente. Sembra che i capitoli del libro abbiano ciascuno la propria colonna sonora utile per far comunicare i protagonisti del racconto tra loro e con il lettore, condividendo pezzi della propria vita.
Il successo nelle vendite induce il responsabile dell’Associazione dei piccoli commercianti della provincia coreana di Gyeonggi ad organizzare un convegno per celebrare la storia dell’insolito negozio di vinili. Dopo avergli raccomandato di usare parole semplici “come se stesse parlando a degli amici” invita Jeongwon a salire sul palco. Lui sospira appena, raggiunge il microfono e dice ai presenti «Buongiorno. Sono Yi Jeongwon e gestisco l’insolito negozio di vinili. Un anno fa, in questo giorno, avevo deciso di morire». Sono le ultime parole del romanzo.
Continuerei con altre citazioni del libro, ma devo impormi un stop, altrimenti ne riprodurrei integralmente molte pagine, anche perché il romanzo è emozionante, capace di celebrare la musica come forza in grado di guarire l’anima ed unire le persone.Sistemerò Un insolito negozio di sogni e di vinili, uno dei romanzi più originali che abbia letto, nella mia libreria, in evidenza ed a mezzo metro di distanza dal mio giradischi vintage per LP e dalla mia collezione di vinili che, subito dopo la lettura, sta crescendo smisuratamente, destinata a superare quella di cd. La voglia di tornare ai vinili, infatti, è ormai esplosa e spero che il loro ascolto mi spinga tra gli amici di Jeongwon. Anzi, appena possibile, andrò a Seul a cercare quell’insolito negozio. Intanto scriverò mini recensioni su post‑it che incollerò sui miei 33 giri.
