ISBN 978-88-548-2217-7 ISSN: 2036-5993 Registrazione: 18/09/2009 n.313 presso il Tribunale di Roma

L’opportunità del recovery fund per il contenzioso tributario

L’opportunità del recovery fund per il contenzioso tributario

La misura dell’irragionevole durata del processo tributario è data dal numero dei ricorsi pendenti davanti alla sezione tributaria: 53.482 ricorsi alla fine del 2020. Si tratta di un carico complessivo che è rimasto inalterato negli ultimi dieci anni. E’ dal 2015 che le pendenze non  scendono al di  sotto delle 50.000 unità.

La gravità dell’arretrato della sezione si trae dal confronto del numero con quello complessivo delle sezioni civili della Corte di Cassazione:  sono 120.473 i ricorsi pendenti al 2020, la sezione tributaria rappresenta dunque il 44% del contenzioso civile di legittimità.

La questione  non può essere licenziata   come un ingorgo della sezione tributaria, o delle sezioni unite  che si occupano della materia, perché, comunque sia,  l’arretrato riguarda la Corte di Cassazione e non una sua singola sezione.

L’arretrato è  manifestazione di malfunzionamento della Corte di Cassazione  che si riverbera sulla giustizia italiana.

L’organizzazione va dunque rivista nel suo complesso e dall'interno perché l’incapacità di “smaltire l’arretrato”  coinvolge diritti in relazione ai quali la Corte di Cassazione deve esercitare al meglio la funzione  nomifilattica che la  Costituzione Le ha assegnato. Il  settore è peraltro nevralgico perchè coinvolge gli interessi dei contribuenti  e, al tempo stesso, dello Stato, i cui interessi finanziari si riflettono sullo sviluppo economico del paese.

 Le soluzioni fino ad ora adottate si sono rilevate meri palliativi, come dimostra il numero dei ricorsi tributari pendenti.

 L'inserimento degli ausiliari si è ben presto dimostrato un rimedio di scarsa efficacia, non solo per ragioni legate alla formazione dei collegi, ma soprattutto per il numero ridotto  di giudici così designati -poco più di una decina-, rispetto ai 100 previsti.

L’applicazione dei magistrati dell'Ufficio del massimario ha determinato un'esperienza significativa in termini di produttività e la formazione di un gruppo di magistrati specializzati,  ma purtroppo rebus si stantibus a termine in quanto l’applicazione terminerà a giugno.

Il 12 gennaio scorso il Governo ha presentato in CDM la bozza del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza per il rilancio dell’economia e la costruzione del futuro delle nuove generazioni, che prevede importanti investimenti per l’innovazione organizzativa della Giustizia. Tra le linee di intervento programmate v’è l’abbattimento dell’arretrato del contenzioso tributario pendente davanti alla Cassazione.

Nel prossimo mese di aprile il Piano dovrà essere presentato alla Commissione Europea, il tempo è poco, ma ci sono i margini   per fornire un contributo di idee e di proposte.

 Il convegno del 12 marzo  è stato organizzato in questa prospettiva perché è attraverso il confronto delle idee  che si individuano le soluzioni.

Per informazioni e iscrizioni:

Giovanni Armone – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Michele Incani – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Valeria Pirari – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.




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