GIUSTIZIA INSIEME

ISBN 978-88-548-2217-7 ISSN 2036-5993-Registrazione: 18/09/2009 n.313 presso il Tribunale di Roma

    Prime richieste di arresto per i crimini di guerra commessi nella Georgia all’epoca dell’occupazione russa*

    di Ezechia Paolo Reale

    Il Procuratore della Corte Penale Internazionale ha richiesto in data 10/03/2022 alla Camera Preliminare l’arresto di tre persone accusate di crimini di guerra per i fatti accaduti nell’Ossezia meridionale, in Georgia, nell’agosto del 2008, durante il conflitto nel quale le forze armate dell’Ossezia meridionale, regione che reclamava l’indipendenza per rientrare nella sfera di influenza della Russia, aggredirono, con l’appoggio delle forze armate russe, il territorio della Georgia infierendo sulla popolazione civile.

    Le accuse sono quelle di deportazione; detenzione illegale; tortura, trattamenti inumani, violazione della dignità personale e cattura di ostaggi nel contesto dell’occupazione del territorio della Georgia da parte della Russia.

    Il Procuratore della Corte ha aggiunto di aver acquisito evidenze di condotte analoghe durante le investigazioni preliminari sulla situazione in Ucraina, presumibilmente in relazione ai fatti precedenti l’invasione russa, e di essere profondamente preoccupato per le segnalazioni di crimini internazionali commessi nel corso delle attuali ostilità in Ucraina.

    I tre accusati sono il Luogotenente Generale Mikhail Mindzaev, dal 2005 al 2008 Ministro degli Interni del governo di fatto della autoproclamata, e non riconosciuta dalla comunità internazionale, Repubblica dell’Ossezia del Sud; Gamlet Guchamazov e David Sanakoev, conosciuto come “Ombudsman”, all’epoca dei fatti rispettivamente responsabili degli istituti di detenzione e del rispetto dei diritti umani.

    Le accuse erano inizialmente rivolte anche contro il Maggiore Generale Borisov, vicecomandante delle truppe aerotrasportate russe, successivamente deceduto, circostanza che non ha consentito di procedere nei suoi confronti.

    La richiesta di arresto per i tre accusati è stata resa possibile dalla circostanza che la Georgia ha ratificato lo Statuto di Roma, cioè il trattato istitutivo della Corte Penale Internazionale, il 5/9/2003, così consentendo la giurisdizione della Corte sui crimini commessi nel suo territorio a decorrere dal 1/12/2003.

    Inoltre, il Procuratore, che aveva iniziato ex officio le investigazioni preliminari, è stato autorizzato nel 2016 dalla Camera Preliminare ad aprire un’indagine formale sulla situazione in Georgia per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi nel contesto di un conflitto armato di carattere internazionale.

    La stessa Camera aveva avuto la possibilità, prima di concedere l’autorizzazione, di valutare i memoriali ricevuti nel dicembre del 2015 da ben 6.335 vittime.

    Attendendo le decisioni della Camera Preliminare sulle richieste di arresto e i successivi passi della Procura, può dirsi che, pur se giunte con un considerevole ritardo rispetto ai fatti, le conclusioni cui è sinora giunta la giustizia internazionale dovrebbero oggi costituire anche un forte monito per coloro che sono attivamente impegnati nelle ostilità originate dall’invasione russa dell’Ucraina. 

    *Si rinvia a La giustizia penale di fronte alle guerra, dello stesso autore. 

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