ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Una storia da scrivere insieme

Elezioni per il Csm 2026
21 ottobre 2026
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Egle Pilla, consigliera presso la V sezione penale della Corte di Cassazione, è la candidata di AreaDG alle elezioni per il rinnovo del Csm per collegio di legittimità.
ABSTRACT

Il voto è ormai vicino e tra pochi giorni conosceremo i futuri componenti del prossimo Consiglio superiore della magistratura. Sarà una storia tutta da scrivere.

Ma una storia la possiamo già scrivere ed è quella del viaggio negli uffici giudiziari che le candidate e i candidati hanno intrapreso in questi ultimi mesi.

Da candidata del collegio unico di legittimità, il mio viaggio ha compreso l’intero territorio nazionale, ma non sono stata sola perché ho condiviso gli incontri nei territori con una squadra speciale composta dalle candidate e i candidati di Area democratica per la giustizia distribuiti nei diversi collegi dei giudici e dei pubblici ministeri.

La squadra è un valore aggiunto; non solo perché non conosci la solitudine, ma perché la forza delle idee si amplifica e si propaga e le parole assumono un timbro più squillante e deciso e i pensieri si sviluppano con un’armonia ed una coerenza speciale. La squadra è condivisione e confronto, è ricchezza di valori, è crescita reciproca.

E in questa felice combinazione abbiamo conosciuto le diverse realtà giudiziarie, tanti uffici e tanti volti, tante storie.

Nessuna storia è stata eguale all’altra e questa è un’altra straordinaria ricchezza della magistratura italiana, delle donne e degli uomini che si impegnano negli uffici perché ciascuna e ciascuno proietta nel lavoro le proprie sensibilità e le proprie idealità.

Nelle diversità ho però colto un collante decisivo: l’esito referendario che ha segnato un prima e un dopo rispetto al senso più profondo dell’esercizio della giurisdizione.

La magistratura, che in modo trasversale e fiero ha difeso l’assetto costituzionale, è una magistratura più consapevole e più matura, ma anche più esigente rispetto al ruolo che il prossimo Consiglio superiore della magistratura dovrà svolgere.

E la richiesta è stata di un organo autorevole e credibile nelle interlocuzioni esterne rispetto agli altri attori istituzionali al fine di tutelare l’autonomia e l’indipendenza esterna della magistratura che si può realizzare solo assicurando una risposta di qualità della giurisdizione. E la risposta di qualità presuppone che ciascuna e ciascuno di noi possa svolgere il proprio lavoro disponendo delle adeguate risorse e dell’adeguata tutela rispetto ad attacchi esterni che ne compromettano la serenità.

Ma la richiesta è stata di un organo altrettanto autorevole e attento nell’assicurare l’indipendenza interna della magistratura tutta recuperandone il senso più autentico avversando qualsivoglia forma di carrierismo, rivendicando il valore di una dirigenza diffusa e partecipata che nel coinvolgimento virtuoso, permetta di sentirsi parte attiva di un ruolo di vero servizio.

La sfida è grande, ma nessuna e nessuno può più tirarsi indietro.