ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Europa: Italia‑Spagna, una partita ancora aperta?

Il Congresso di Enalj, che riunisce i giudici laici e onorari europei
22 giugno 2026
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Foto di Grez. Fonte Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0

Foto di Grez. Fonte Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0

ABSTRACT

1. Festa dell’Europa e celebrazione dell’Assemblea generale del giudice laico ed onorario europeo

All’annuale congresso di Enalj, network europeo dei giudici onorari e laici, che ha avuto luogo il 9 maggio, in coincidenza con la festa dell’Europa che commemora la storica Dichiarazione Schuman del 1950, ponendo attenzione sulla pace e l’unità del continente europeo, i magistrati onorari e laici accorsi a Murcia, Spagna, da molti paesi europei hanno discusso sul ruolo della magistratura onoraria.

La città, di quasi cinquecentomila abitanti, grazie alla presenza di due università, è popolata da giovani europei che giungono sino a questa città, che venne fondata dai Cartaginesi e sviluppata dai Romani con il nome di Carthago Nova, per proseguire i propri studi con il programma Erasmus.

2. La magistratura onoraria spagnola e quella italiana, una comune storia di battaglie per i diritti negati

Il Congresso di Enalj quest’anno si è focalizzato sulle battaglie portate avanti dalle associazioni di giudici sostituti spagnoli e dai magistrati onorari italiani.

I giudici sostituti spagnoli svolgono la figura di supplenti dei magistrati ordinari che per qualsiasi motivo non possono attendere alle loro funzioni per un determinato periodo di tempo, subentrando nel ruolo senza limitazioni in punto materia o valore delle cause.

Tale figura di magistrato è connotata dal carattere della precarietà poiché essi vengono nominati in base alle necessità per un periodo di tempo più o meno lungo; sebbene la maggior parte di loro svolga da oltre vent’anni questa professione, tale funzione presenta oltretutto incompatibilità con qualsiasi altro lavoro, tranne l’insegnamento.

Le associazioni spagnole dei giudici sostituti hanno denunciato in due occasioni dinanzi alla Commissione Europea l’inadempimento da parte dello Stato spagnolo della normativa e della giurisprudenza comunitaria; successivamente sono seguite due procedure d’infrazione avviate dalla Commissione Europea per violazione del diritto dell’Unione nei confronti della Spagna, a causa dell’errata trasposizione della Direttiva 1999/70/CE, procedure tuttora pendenti.

Nelle due Lettere di Messa in Mora indirizzate al Ministero della Giustizia spagnolo, la Commissione Europea ha riconosciuto i Giudici Sostituti spagnoli lavoratori a tempo determinato in situazione di abuso, il che ha indotto il Parlamento a richiedere al Governo l’avvio di una procedura d’urgenza per una Legge che regolarizzasse la situazione di tale categoria.

Tale situazione richiama quella dei magistrati onorari italiani che a lungo hanno lottato per vedere riconosciuti i propri diritti e le cui battaglie non sono terminate.

3. Principi etici alla base della stabilizzazione. La dignità della funzione ed il rispetto del magistrato onorario. Una questione anche morale

Molto apprezzato è stato l’intervento del dr. Carlos Hugo Preciado, Membro del General Consiglio della Magistratura e della Suprema Corte, che ha sottolineato che non vi sono giustizia e legalità senza diritti; il dr. Preciado ha sottolineato che il tema riguarda la dignità dei lavoratori e che l’instabilità ed il mancato pagamento adeguato possono compromettere l’indipendenza del giudicare e che «la qualità della giustizia dipenderà dalla nostra capacità di riconoscere esperienza, stabilità e dignità della professione».

In Spagna, così come in Italia vi è necessità di magistrati onorari e secondo il dr. Josè Louis Diaz Manzanera, Procuratore capo della Comunità autonoma della regione di Murcia la giustizia non potrebbe funzionare senza di essi.

Ed allora ci si chiede come mai se i magistrati onorari sono così importanti per il funzionamento dell’amministrazione della giustizia tanto da essere definiti irrinunciabili, come sostiene il dr. Joaquin Angel de Domingo (già Giudice dell’Alta Corte di giustizia della regione di Murcia) essi siano ancora una delle poche categorie di lavoratori che non abbiano trovato adeguata tutela? Secondo la dr. Olga Reverte Villar, Giudice della Tribunale di primo grado di Murcia e membro dell’associazione “Giudici per la democrazia” e della “Associazione donne magistrato spagnole” trovare una soluzione che pone fine alla precarietà è anche una questione morale.

La Funzione pubblica, sostiene la Villar, è merito, capacità e preparazione, ma anche giusta retribuzione e riconoscimento dei diritti dei lavoratori.

Il disprezzo dei giudici ordinari nei confronti dei magistrati onorari deve terminare e la categoria deve trovare giustizia; è quanto affermato dal dr. Enrique Santiago Romero, “lettore” per SUMAR nella Commissione Giustizia del Congresso dei Deputati spagnolo.

Sicuramente l’affermazione forte usata da Romero non è generalizzata e lo dimostrano i vari interventi di magistrati ordinari durante il congresso.

Tuttavia anche in Italia non si può negare che la magistratura onoraria, sebbene necessaria, sia poco gradita.

Basti ricordare che i magistrati onorari italiani rimangono ancora oggi, dopo l’entrata in vigore della legge 51/25 in balia delle decisioni non uniformi dei capi degli uffici, e la legge non viene applicata nello stesso modo in tutti i Tribunali italiani.

Per citare alcuni casi, il primo esempio è quello della stesura del “programma di lavoro”. Sebbene la legge stabilisca che ai magistrati onorari debbano avere un carico di lavoro compatibile con l’orario massimo di 36 ore nel caso di dei magistrati esclusivi e 16 per i non esclusivi, non vi sono soluzioni unanimi. Non vi è dubbio che le soluzioni sono diverse in ragione delle dimensioni dei Tribunali e dei carichi complessivi, ma in taluni casi si è giunti a cronometrare il tempo impiegato per redigere un provvedimento, al fine di prevedere quanti provvedimenti sia possibile pretendere nell’orario di lavoro dal magistrato onorario. Trattamento che non viene riservato per i magistrati ordinari. Come se le modalità di amministrare la giustizia, quando riguardano i magistrati onorari, trasformino il lavoro in una catena di montaggio, facendo rientrare dalla finestra il “famoso” cottimo, che grazie alle sentenze della Corte di Giustizia Europea e alle lettere di infrazione, era uscito dalla porta.

Ed ancora, vi sono differenze applicative del numero di udienze mensili da tenere nel mese di luglio. Il Csm, interpretando la legge 51/25 ha ritenuto che ai magistrati onorari non si applichi il c.d. “periodo cuscinetto”. Ciò ha portato molti Tribunali ad esigere che si celebrino udienze sino a fine luglio, senza considerare che la particolarità del periodo avrebbe dovuto consigliare, come avviene nei Tribunali più “illuminati” che la celebrazione delle udienze si interrompa anche per i magistrati onorari in coincidenza con il “periodo cuscinetto”, anche in ragione del ridotto funzionamento delle cancellerie che già in grave affanno durante tutto l’anno, ed ancor di più in questo periodo, e considerando inoltre che anche molti avvocati a fine luglio vanno in ferie. E allora perché non prevedere una deroga al programma di lavoro in ragione della particolarità del mese? Perché non lasciare che in questo periodo si possa comunque lavorare scrivendo i provvedimenti che andranno a scadere a breve?

Si rischia di erodere il periodo feriale di cui godono i magistrati onorari che se devono celebrare udienza sino alla fine di luglio, non hanno il tempo per scrivere i provvedimenti che scadranno ad agosto o settembre.

4. La visione europea e le prospettive future

Partendo da dove abbiamo iniziato, e cioè dalla Festa dell’Europa, non si può non comprendere come dalla dimensione europea sono scaturiti alcuni principi importanti: innanzitutto, i magistrati onorari e laici sono considerati Giudici Europei.

Enalj si è dotata di un codice etico proprio ed anche in questo passaggio si riscontra una più matura visione del magistrato laico ed onorario europeo della propria importante funzione. Inoltre, all’esito di questo incontro, si è consolidata la consapevolezza che né l’Italia né tantomeno la Spagna sono delle realtà isolate ma siano inserite in una dimensione europea. Come magistrati onorari esercitiamo una funzione essenziale e la nostra partecipazione nell’amministrazione della giustizia merita di essere trattata con dignità e rispetto dei diritti dei lavoratori. La funzione che esercitiamo appartiene al servizio pubblico che non si può fermare e che grazie alla nostra presenza può non farlo, ma non possiamo essere considerati come un “male necessario” da chi non ha mai gradito la nostra figura e non ci considera colleghi neppure se svolgiamo la stessa funzione, con diverse competenze per materia o valore.

In tale contesto assume un forte significato quanto sostenuto dal dr. Hasso Lieber Presidente di Parijus, e padre fondatore di Enalj, il quale ha sottolineato come si sia raggiunta una coscienza comune e che «i giudici onorari e laici europei, qualunque sia la legislazione del proprio paese, hanno in comune un aspetto: se prestano un’attività lavorativa devono essere pagati per il lavoro svolto e forse occorre cambiare la definizione di Giudice laico ed onorario» in quanto non rispecchia più la situazione attuale.

Come già ricordato in passato, la definizione di onorario, non è mai stata corretta, in quanto il lavoro svolto anche prima della riforma non era connotato dai caratteri della onorarietà. Infatti si è sempre trattato di un inquadramento all’interno dell’ordinamento giudiziario, non autonomo, ma soggetto a direttive impartite dai capi degli uffici, connotato dalla richiesta di rispetto delle norme secondarie elaborate dal Csm e dagli stessi principi etici.

Se si volesse ancorare il concetto di onorario alla modalità di accesso alla magistratura, si potrebbe sostenere che in realtà si sia trattato di differente accesso, tramite un concorso per titoli, con vaglio ogni quattro anni della professionalità da parte del Csm, cui oggi è seguito un esame orale, e che ha portato a svolgere la stessa professione dei giudici di carriera. Vi è la differenza relativa alla limitazione di competenze per valore e materia. Tuttavia si potrebbe evidenziare che all’interno della magistratura ordinaria vi sono vari ruoli e livelli, con differenti competenze eppure nessuno pensa che un giudice del lavoro non sia un collega di un giudice assegnato alla sezione penale o di un consigliere della Corte di Appello.

Enalj si porrà, come sempre fatto, quale interlocutore privilegiato con le Istituzioni europee, sia grazie all’attività del Comitato Pari Opportunità costituito lo scorso anno e che svolge la funzione di rafforzare la coscienza sui diritti che vantano i magistrati onorari e laici.

È inoltre al vaglio la possibilità di istituire un Osservatorio che monitori le attività svolte nei singoli Stati membri di Enalj, ai fini di studio di proposte comuni.

Durante il congresso ho denunciato la mancata completa esecuzione della legge n. 51/2025, in punto mancata attuazione della possibilità di trasferimento dei magistrati onorari che si spera possa trovare la luce a breve, e la mancata previsione di aumento stipendiale al superamento delle prove valutative quadriennali.

Si attendeva l’esito del ricorso pendente avanti la Corte Costituzionale, che tuttavia è giunto pochi giorni dopo il congresso, con la sentenza n. 71/2026, con la quale la Corte ha dichiarato illegittimo l’art. 29, comma 5, del d.lgs. 116/2017, nella parte in cui obbligava i magistrati onorari, all’atto della “stabilizzazione” nel ruolo ad esaurimento, a rinunciare ai diritti pregressi relativi a ferie, previdenza e assistenza.

I magistrati onorari italiani rimangono fiduciosi in una soluzione condivisa che rispecchi le previsioni in materia giuslavoristica con interpretazione orientativamente adeguata ai principi del diritto unionale.