ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Mariano De Palma

Ufficio di Presidenza nazionale della Associazione Libera

Conchita Sannino - Si sono levate molte voci da parte di tanti tecnici giuristi analisti – la dottoressa De Tullio con i suoi studi citava Svimez – ma molto si è opposta anche la Chiesa. E si è opposta Libera con la voce così carismatica e profonda del nostro don Luigi Ciotti. Però voglio fare la parte del diavolo. Perché mai dovrebbe esserci un nesso? Un cittadino veneto che legittimamente crede in tutto questo potrebbe chiederle: ma che cosa c'entrano le mafie con il trasferimento di alcune funzioni? C'è una connessione tra la corruzione, o meglio la mancanza di servizi, la corruzione e la penetrazione criminale?

 

Domanda - Si sono levate molte voci da parte di tanti tecnici, giuristi, analisti – la nostra dottoressa citava Svimez con i suoi studi – ma molto si è opposta anche la Chiesa. E si è opposta Libera con la voce così carismatica e profonda del nostro don Luigi Ciotti. Però voglio fare la parte del diavolo: perché mai dovrebbe esserci un nesso? Un cittadino veneto che legittimamente crede in tutto questo potrebbe chiederle: «Ma che cosa c'entrano le mafie con il trasferimento di alcune funzioni? C'è per caso una connessione tra la corruzione, o meglio la mancanza di servizi, la corruzione e la penetrazione criminale?».

 

Solo con una battuta: se siamo qui oggi è solo perché non ci hanno permesso di votare il referendum sull’autonomia differenziata, altrimenti come sul referendum contro la Costituzione sarebbe già materia sepolta nel Paese e quindi per dire, diciamo, che c’è un tema da discutere che è anche il terreno della battaglia da costruire nei prossimi mesi, perché ovviamente l’assenza di un esito popolare permette, diciamo, il lavoro sotterraneo che si sta creando attorno alle riproposte di cui ci hai presentato benissimo tu poco fa alcuni elementi. Sul tema di mafia e corruzione io cerco di andare di taglio netto perché penso che lo sguardo di Libera sia molto utile da questo punto di vista qui. Le mafie, così come i fenomeni della corruzione, sono tutt’altro che un viaggio stereotipato nel mondo dei nostri territori, tutt’altro. Sono la carne viva di come si distribuiscono i poteri e le assenze di diritti nelle nostre condizioni territoriali, anzi laddove i territori sono più poveri non a caso c’è un proliferare delle mafie, laddove nei nostri territori c’è stato il fenomeno della deindustrializzazione, lì si sono insediate le nuove fenomenologie criminali nei nostri quartieri popolari. Allora dici: “Perché il tema dell’autonomia differenziata vi riguarda così tanto?”. Per entrambi gli aspetti, perché laddove l’indebolimento dei servizi socio sanitari e socio educativi impatta direttamente nelle condizioni territoriali dove le persone vivono e dove le persone possono avere dovrebbero avere un accesso a dei diritti che oggi hanno completamente inesistenti e laddove non sono completamente inesistenti vengono distribuiti attraverso favori e clientele, la riduzione o la privatizzazione di questi naturalmente sposta completamente l’asse verso un rafforzamento del potere delle mafie. Ma il tema è molto più profondo, è molto più profondo di quello del rafforzamento della dinamica criminale nel territorio. Il tema riguarda i gangli della corruzione che entrano direttamente dentro le deregolamentazioni del sociosanitario. Noi già l’abbiamo appurato e visto anche in questa regione come la distribuzione dei servizi socio sanitari, la deregolamentazione, la divisione in 20 sistemi regionali diversi crea delle difficoltà a creare delle banche dati. Crea delle enormi difficoltà e creerà ancora di più delle enormi delle enormi difficoltà all’ANAC e alla Direzione Nazionale Antimafia di poter indagare sui sistemi corruttivi che già proliferano. Se guardiamo al sistema delle distribuzioni delle finte cooperative sociali nei nostri territori nel socio sanitario, dalla Sicilia alla Campania, passando per la Calabria, attraversando la Lombardia, il Veneto e finanche l’Emilia Romagna, l’ingresso di finte cooperative sociali alias multinazionali nel sistema della distribuzione dei servizi attraverso rapporti correttivi e di clientela è enorme. La deregolamentazione e la sottoregolamentazione che l’autonomia differenziata comporterebbe provoca una caduta democratica e dove c’è una caduta democratica della distribuzione dei servizi c’è direttamente l’ingresso a gamba tesa degli affari corruttivi e clientelari che sono il sale su cui le mafie naturalmente costruiscono il loro successo. E allora dove la guardiamo e dove la mettiamo, se la guardiamo nei luoghi dove proliferano le diseguaglianze, le povertà educative, le povertà sociali, le povertà socio sanitarie, allora la distribuzione dei servizi più povera è e più il consenso mafioso aumenta. E quindi, ovviamente, le conseguenze che ben ci avete spiegato anche prima, su cui non ritorno, sono evidenti a cascata. Ma dall’altra parte l’autonomia differenziata è un sistema di frammentazioni del potere democratico, della distribuzione del welfare che sicuramente, e già lo si sta facendo dalla riforma del 117 in poi lo stanno già facendo a cascata, costruisce un sistema clientelare che sta smantellando, soprattutto nel Sud Italia, tutto il sistema delle politiche sociali. Noi abbiamo oggi sistemi di accoglienza, sistemi di prossimità, sistemi socio sanitari di diritto alla persona che vengono inondati di finte cooperative di non di questi territori, non autoctone, che arrivano, prendono servizi, monopolizzano perché hanno delle risorse, hanno capitali, hanno patrimoni ed espropriano completamente il diritto della buona cooperazione sociale territoriale di poter fare di poter distribuire i servizi. Questo è importante, questo bisogna poterlo gridare a voce forte perché non è solo l’impoverimento di un servizio, è un gioco sotterraneo e clientelare che piano piano sta emergendo. E il fatto che sia frammentato non ci permette la narrazione unitaria, ma se guardiamo regione per regione per regione per ambito sociale di zona, per ASL, per comparto, vedremo come questo già piano piano sta accadendo. Pensiamo a che cosa accadrebbe in sistemi in cui la Protezione Civile, le deroghe, le politiche di emergenza diventano la regola su cui si si amministrano il dissesto idrogeologico, le emergenze sanitarie e le politiche educative nei nostri territori. Un disastro un disastro al quale dobbiamo costruire ricostruire il terreno della battaglia popolare.

Intervento di Mariano De Palma