Gaetano Manfredi
Ci tenevo a essere presente e a portare, ovviamente, il mio contributo, il mio saluto e il mio sostegno a questa bellissima iniziativa. Sai, insomma, la stima che ho nei vostri confronti e anche l’importanza, in questa fase storica e politica, dell’approccio che portate, perché è fondamentale in un momento di tale confusione, ma anche in un momento nel quale vengono messi in discussione alcuni principi fondativi di quella che è, lo diciamo, l’architettura della nostra democrazia e della nostra Repubblica. Rimettere al centro il tema dei valori e dei diritti costituzionali dei cittadini, dal mio punto di vista, rappresenta la strada giusta intorno alla quale si possono raccogliere sensibilità a volte anche diverse, ma che riconoscono tutte la centralità di questo tema. Il caso del referendum, della battaglia referendaria, è stato un caso importante perché ha dimostrato che, intorno al tema della difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, si è determinata una grande partecipazione al voto che ha portato a votare anche tanti giovani. I giovani oggi sono, credo, gli interlocutori principali di un progetto come il vostro, noi dobbiamo necessariamente sensibilizzare le nuove generazioni rispetto ai principi e ai cardini della nostra Repubblica che per noi sono più ‘’naturali’’, perché veniamo da una generazione diversa, da una generazione che è stata, diciamo, figlia di battaglie politiche, di momenti diversi dal punto di vista storico e culturale. Invece le nuove generazioni, che sono sensibili a questi temi, hanno bisogno di essere coinvolte. E anche la scelta degli argomenti – penso al tema dell’autonomia differenziata, della riforma della giustizia e della riforma elettorale che stavi mettendo al centro di questo panel – è vitale.
Oggi è stata costruita una riforma elettorale che sottrae al cittadino la possibilità di scegliere chi votare, che polarizza lo schema di contrapposizione tra due coalizioni, poiché fortemente maggioritaria in virtù del premio di maggioranza. Le coalizioni poi debbono mettere insieme anche realtà diverse tra loro nell’offerta politica, il risultato finale è il rafforzamento della polarizzazione e delle posizioni estreme. Io non so come andrà a finire in Parlamento se questa riforma passerà o meno, però senza dubbio non mi sembra una buona riforma. Quindi questo è un tema molto rilevante perché oggi il grande partito del non voto, che è il partito prevalente, non credo che sarà molto invogliato ad andare a votare da questa riforma elettorale. E questo è un altro tema molto significativo che penso voi discuterete e quindi il vostro contributo è molto importante.
Concludo con un’unica considerazione: il grande tema dei servizi pubblici. È un argomento che a me sta particolarmente a cuore da amministratore locale. La nostra Costituzione definisce una serie di diritti che sono legati ai servizi pubblici, penso al diritto alla salute, al diritto alla mobilità, al diritto all’educazione, al diritto alla casa, ma sempre di più non ci sono le risorse per garantire questi servizi. Quindi questi servizi sono dei servizi che vengono declamati dalla carta costituzionale, ma non attuati. E più questa riduzione delle risorse diventa forte, più le disuguaglianze che derivano da una non applicazione diventano estremamente forti.
E poi la rabbia sociale, il malcontento, il malessere che alla fine si insinua nelle persone le porta a scegliere proposte elettorali che sono fatte di false promesse e nuovi populismi. Ecco, questo è un tema estremamente rilevante perché credo sia proprio alla base del nostro impianto democratico. I grandi Stati democratici del dopoguerra, la socialdemocrazia europea è nata dal welfare europeo, da un welfare ad accesso totale. Oggi questo è veramente difficile da realizzare perché le risorse non ci sono. E quindi rappresenta un altro tema che si interseca fortemente con l’attuazione e i diritti previsti dalla nostra Costituzione, perché i diritti non attuati sono dei diritti negati e questo è, credo, un aspetto estremamente rilevante.
