Francesco Paolo Sisto
Valentina Stella - Come ultimo di questo panel, più che un intervento dovrà fare un'arringa difensiva dopo tutto quello che ha sentito da chi lo ha preceduto.
Innanzitutto mi scuso con Giovanna De Minico e a cui devo dare atto di grande impegno e anche, come posso dire, capacità nell’aver organizzato questo bellissimo evento. Un bellissimo evento che però corre il rischio di diventare una campagna elettorale, poiché quello che ho ascoltato è sostanzialmente in larga parte una critica al governo, quello che qualcuno vuole fare quando ci sarà il primo Consiglio dei ministri e qualche altro passaggio in ordine a politiche securitarie, a pretesa dimenticanza dei problemi del carcere. Lo dico subito: noi siamo l’unico governo che si è occupato davvero di carcere. Novecento milioni di euro di investimento nell’edilizia carceraria.
Assunzioni come mai si erano viste per polizia penitenziaria e personale amministrativo, una sorta di attenzione ai problemi dei tossicodipendenti, a coloro che non hanno casa dove poter scontare gli arresti domiciliari, una serie di interventi mai visti. Poi si può essere d’accordo, si può fare di più, certo, ma sicuramente nessuno può accusare il governo di non essersi occupato del problema carcere. Lo dico subito: il sovraffollamento ha radici molto profonde, certamente non nascono con questo governo, si può migliorare e quindi un tema che io su cui non accetto un contraddittorio critico è proprio questo.
Ma aggiungo: la Costituzione non è stata toccata dal referendum. Questo bisogna dirlo. Si è conservata la Costituzione. Qualcuno pensa di demolirla e di rinnegare i principi fondamentali? 3, 13, 15, 24, 27, 111, neanche al lotto si possono giocare, 101, 102, 103, questi sono principi che restano. La necessità del diritto di difesa, della presunzione di non colpevolezza, della riservatezza, ho sentito una come posso dire, per me sorprendente Sergio Costa, che ritenevo una persona un po’ più moderata, allinearsi con un giustizialismo pentastellato che io trovo insopportabile dal punto di vista del rispetto dei principi costituzionali. Bisogna difendere i principi costituzionali, bisogna portarli fino in fondo. Il referendum è stata come una fidanzata bellissima che siamo stati costretti a lasciare, bene, dobbiamo trovarne una nuova e una nuova significa la difesa di quei principi costituzionali che sono sottesi nell’ambito della Costituzione.
Attenzione poi a un altro tema che io trovo estremamente rilevante: le cosiddette politiche securitarie. Qui diciamocelo con franchezza: noi siamo intervenuti su settori dove i fenomeni criminali erano fenomeni insopportabili. Qualcuno vuole negare che le baby gang siano oggi un grande problema nell’ambito del tessuto connettivo urbano? Che non ci sia la necessità di intervenire puntualmente per evitare che i nostri cittadini possano avere problemi quotidiani nella semplice circolazione all’interno delle città? Io non credo che sia una politica securitaria. Noi di Forza Italia poi notoriamente siamo un popolo di moderati e cerchiamo sempre di contemperare il rapporto fra norma penale e diritti dei cittadini.
Poi, se “Officina Costituzione” vuol essere un luogo di riparazione della Costituzione, io questo non lo so. Immagino che sia un laboratorio di idee, non un luogo per riparare la Costituzione, perché ho l’impressione, e quindi mi posso anche sbagliare, che questa sia lo spirito. Non vorrei che qualcuno, certamente non Giovanna De Minico, pensi a Officina Costituzione come una possibile lista per le prossime elezioni. Mi rifiuto di credere una cosa del genere, mi rifiuto di credere una cosa del genere, ma gli interventi di oggi, ahimè, lasciano intravedere una strumentalizzazione sbagliata di una iniziativa culturale che certamente va avallata.
Un’altra osservazione, e lo e lo dico questo de iure condendo, come si suol dire, vi è la necessità, soprattutto in certi luoghi, di formare una classe più incline alla tutela dei valori. Che cosa voglio dire? La necessità, in Campania e anche in Puglia, è particolarmente sentita di formare i nostri bambini al criterio del rispetto, del valore della cultura e della legalità. La una nuova classe dirigente parte da molto lontano. Bisogna avere il coraggio, in una sinergia, in un gioco di squadra che non può essere polemico fra istituzioni, famiglia, scuola, università, di riprendere la politica valoriale e fare in modo che la vita, per esempio, sia un valore assoluto, che la legalità sia un valore assoluto, che la crescita culturale sia un valore assoluto. Ecco, io trovo che è un paese che non ha ancora ben compreso come anche il rispetto della norma penale passi attraverso un nuovo percorso che ci consenta sicuramente di avere più speranze.
Allora, la difesa dei principi costituzionali è un leitmotiv di questo governo, direi, senza se e senza ma, e soprattutto del partito che io rappresento. Allora, quando si mette in si mettono in discussione temi come la riservatezza, la libertà personale, la presunzione di non colpevolezza, che rimane un valore assolutamente intoccabile, la differenza fra chi applica le leggi e chi le scrive, ma soprattutto, fatemelo dire, il giusto processo, che rimane il giusto processo anche post‑referendum, in cui il giudice terzo ed imparziale, è scritto nel 111, deve poter decidere sulle proposte che le che le parti pongono in essere. Ecco, se qualcuno pensa che il referendum abbia sconfitto tutto questo, si sbaglia alla grande. Noi da questo punto di vista continueremo ad essere tenaci e strenui difensori della Costituzione sia oggi sia, come sono convinto, per i prossimi 5 anni. Fatemi dire l’unica cosa politica che ho detto in questo intervento.
