ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Alessandra Galli

Presidente de La Casa della Costituzione

Grazie di aver ricordato questo episodio che è accaduto a Genova. Io non sono genovese, sono milanese, ma vivo ormai a Genova da tantissimo, ed è una città che ha ancora una forte sensibilità, l’abbiamo visto anche in occasione della campagna referendaria, c’è stato davvero molto seguito, ed è stato proprio l’esperienza che abbiamo vissuto durante la campagna referendaria a indurci a creare questa associazione “La Casa della Costituzione”.

Tanti i soggetti, le associazioni, le realtà che abbiamo conosciuto, tanto per avere un'idea: abbiamo fatto incontri in scuole di ballo, abbiamo fatto un video da mandare alle suore di clausura, ne abbiamo fatto un altro con un’associazione di sudamericani, e a Genova l’immigrazione sudamericana, ecuadoriana in particolare, è fortissima. Ecco, queste persone alla fine del referendum e del risultato splendido, inaspettato che c’era stato, ci hanno detto: “Beh, ma adesso è finito tutto qua?”. Noi ci siamo presi un mese e mezzo per riprendere fiato perché la campagna referendaria, entusiasmante, è stata davvero pesante. La Liguria e Genova hanno numeri non rilevanti di popolazione e, nonostante questo, eravamo riusciti a fare più di 300 eventi in tutto il territorio, quindi l’impegno era stato tanto. Preso questo mese e mezzo di respiro, abbiamo deciso di creare questa nuova realtà della quale fanno parte, al momento, tra i 60 e i 70 associati; quasi la metà son magistrati in servizio, e questo è un dato abbastanza unico, perché? Perché i magistrati giustamente devono usare misura ed equilibrio, valutare con attenzione e misura, la postura da assumere in momenti ed argomenti che si possono prestare ad essere qualificati come prese di posizione politica, partitica, di contrarietà al governo, eccetera. Bene, quasi la metà degli associati a La Casa della Costituzione sono magistrati, tanti sono docenti, moltissimi delle scuole, e infatti la nostra attività ha tra le finalità principali quella di essere una realtà civica molto aperta alla società in tutte le sue componenti, e proprio per questo gran parte del nostro impegno per adesso si rivolge alle scuole, con le quali stiamo già mettendo in opera progetti, anche accompagnandoci a Libera o ad ANPI, ma anche operando da soli.

Questa nostra idea di “alfabetizzazione alla Costituzione” è nata proprio perché ci siamo accorti che questa era la richiesta: la gente vuole sapere molto di più di quello che immaginiamo. Vogliono sapere quali sono i principi di diritto e della Costituzione, quali i diritti di ciascuno, quali gli strumenti con cui attivarli. Noi facendo la campagna referendaria e andando in giro, ci siamo accorti che alle persone non bastava avere la pillola della risposta: “Vota sì”, “Vota no”, volevano capire perché, perché sì, perché no e i meccanismi che governano certi istituti di diritto. Riteniamo che il nostro compito sia proprio quello, noi abbiamo detto una sorta di alfabetizzazione, far capire con parole semplici i principi, i valori costituzionali e il perché di certi meccanismi che la nostra Costituzione ha previsto, perché poi ciascuno possa rendersi conto della gravità e dei danni che possono derivare da modifiche sconsiderate di questi meccanismi, che sono delle catene, non basta dire: “Tocchiamo solo questo”. Toccando questo si condiziona anche quello e si fa cadere quest'altro! Vogliamo dare gli strumenti perché la gente ne sia consapevole. Nell' esporre le ragioni del no al referendum è stato chiarissimo questo meccanismo, e la gente che ci ha ascoltato l’ha capito.

Quindi noi vorremmo, e il nostro focus è soprattutto questo, rivolgerci alle scuole, alle realtà associative intorno a noi con cui abbiamo operato, ma anche ad altre, tant’è vero che uno dei prossimi eventi che faremo ai primi di ottobre, è un evento che ci ha chiesto questa realtà di sudamericani genovesi con cui avevamo c’eravamo confrontati durante il referendum, perché loro volevano capire perché era importante per noi il referendum, perché da loro è un’altra cosa. Ecco, e ci hanno chiesto: “Beh, ma allora noi vorremmo anche capire delle altre cose”. E quindi il 3 di ottobre ci sarà un incontro proprio per spiegare i meccanismi della cittadinanza, dei permessi di soggiorno, i meccanismi che spingono a certe scelte anche processuali nelle situazioni purtroppo molto frequenti in quella realtà, ma non solo, di violenze domestiche, il problema delle adozioni. Insomma, vogliamo spiegare perché riteniamo che tutti abbiano diritto di capire e comprendere la nostra Costituzione, i nostri principi e anche i nostri sistemi processuali per poter poi liberamente e consapevolmente muoversi, votare e fare le proprie scelte. Questo è un po’ l’idea che ci ha spinto, e ben volentieri, quindi, ritengo che in quest’ambito potremmo sicuramente organizzare dei momenti comuni di collaborazione con Officina Costituzione, che riguardino le attività nelle scuole o con altre modalità. Sono molto contenta della vostra iniziativa e di sapere che stiamo percorrendo la stessa strada animati dall'identico spirito.

Intervento di Alessandra Galli