Mauro Volpi
Il primo rimedio fondamentale è quello che io chiamo “metodo Besostri”: Felice Besostri, grande giurista, avvocato, anche parlamentare, che ha fatto in modo che sia il Porcellum sia l’Italicum arrivassero alla Corte Costituzionale. Allora, si tratta di fare in modo che, qualora malauguratamente questa legge fosse approvata dal Parlamento, ci siano subito gruppi di elettori organizzati che facciano ricorso presso i tribunali civili dei capoluoghi di distretto giudiziario, con l’intento di sollevare la questione di legittimità costituzionale della legge; perché è una legge che non consente un esercizio del diritto di voto conforme ai principi costituzionali. Non mi porrei qui il problema del momento in cui potrà intervenire la sentenza della Corte Costituzionale, se prima o dopo le elezioni — il più rapidamente possibile, ovviamente, speriamo —, e poi questo è un problema che dovremmo comunque affrontare.
L’altra via può essere quella del referendum abrogativo, ma ci sono due problemi. Primo: il referendum può avere solo natura parziale, non può abrogare l’intera legge, quindi qui bisognerebbe individuare quelli che sono i punti più negativi. Il problema più negativo di tutti, però, sono i tempi, perché in base alla legge sul referendum non si potrebbero raccogliere le firme prima del 2028 e si andrebbe a votare nel 2029. Naturalmente anche lì bisognerà ragionare, dopo vedremo quale sarà la situazione, perché una campagna referendaria può essere sempre un elemento utile per diffondere quella mobilitazione contro la legge elettorale e per la Costituzione, che è la cosa fondamentale.
Un ultimo mio pallino, se volete: nell’ipotesi positiva che auspichiamo, che le elezioni siano vinte da una maggioranza progressista e fedele alla Costituzione, io credo che l’unica legge di revisione costituzionale che bisogna fare è quella per la messa in sicurezza della Costituzione basata sull’aumento dei quorum di garanzia, ma che faccia riferimenti anche alla legge elettorale. Non si può cambiare di legislatura in legislatura, ognuno si fa la sua legge, è insopportabile! Non si può cambiare la legge elettorale nell’ultima fase della legislatura. La legge elettorale deve essere oggetto di una legge organica che si approva con una maggioranza più significativa, con un procedimento più aggravato di quello ordinario, e infine — e qui spalanco una porta molto ampia — il ricorso preventivo delle minoranze parlamentari, come avviene in Spagna, in Francia e in Germania, per gravi violazioni della Costituzione per la legge elettorale, e direi per tutte le leggi di rilievo costituzionale. Grazie.
Trascrizione non riletta dal relatore

