I Tribunali portoghesi al tempo del coronavirus

I Tribunali portoghesi al tempo del coronavirus

di Amélia Catarino Correia de Almeida, Presidente del Tribunale distrettuale di Lisbona dal 2014

1. Nei tribunali portoghesi i primi segni di cambiamento sono iniziati a marzo.

I presidenti dei tribunali distrettuali hanno cominciato a predisporre piani di emergenza per fronteggiare la situazione legata a COVID-19. Prima di tutto sono state divulgate le informazioni utili e predisposte stanze di isolamento, distribuiti disinfettanti, guanti e mascherine protettive. Dopo una settimana abbiamo iniziato a predisporre le misure per il contenimento del virus.

L'11 marzo, tutto è cambiato.

Il governo ha rilasciato una dichiarazione contenente le linee guida per prevenire la diffusione del Covid-19 nei tribunali, limitando l'accesso alle sole persone espressamente convocate per partecipare alle udienze o alle attività istruttorie.

Si è iniziato a privilegiare l’accesso telefonico ai servizi, e solo gli utenti che non sono in grado di avere risposte alle loro domande telefonicamente o tramite il computer possono accedere agli edifici del tribunale.

Sono stati identificati i diversi settori del tribunale e il numero minimo di impiegati assegnati a questi settori, per garantire l'adempimento dei servizi urgenti.

Nella prima fase, tutti i giudici e i dipendenti dei tribunali appartenenti a gruppi a rischio o con vulnerabilità sono stati rimandati a casa. Gli addetti hanno iniziato a svolgere il loro lavoro da remoto, da casa, con i loro personal computer con accesso ai servizi dei tribunali o con i computer portatili loro assegnati e con software specifici.

Ora, con le scuole chiuse, tutti i bambini di età inferiore ai 12 anni sono in casa. Il numero degli amministrativi in tribunale è stato ridotto a quasi 1/3, considerato sufficiente per gestire i fascicoli urgenti.

I giudici hanno una connessione VPN e l'accesso alla piattaforma CITIUS, dove tutti i file sono digitalizzati e accessibili, on line, e inviano i file da casa, come se fossero nei loro uffici.

Considerando l'evoluzione della situazione e la preoccupazione per la diffusione del contagio manifestato sia dai magistrati che dagli altri soggetti processuali, il Consiglio superiore della magistratura ha deciso di adottare misure di gestione eccezionali per gli uffici di primo grado.

Deve darsi corso solo agli atti procedurali e alle attività istruttorie relative ai diritti fondamentali o relative a minori a rischio, o a misure educative urgenti, a processi con imputati detenuti e a tutti gli altri processi o attività, di qualsiasi giurisdizione, che i giudici, secondo il loro prudente apprezzamento, individuano come necessari per prevenire danni irreparabili.

Sotto la responsabilità dei giudici, e secondo il loro prudente apprezzamento, possono svolgersi a distanza anche altre tipologie di attività.

Tali attività sono garantite dai giudici titolari del procedimento.

Se il giudice è impedito per motivi di salute o altri motivi legalmente previsti, verrà sostituito in base alle norme predeterminate per le sostituzioni in vigore in ciascun tribunale distrettuale.

 

2. Il 18 marzo 2020, con il decreto del Presidente della Repubblica nº. 1-A / 2020. in Portogallo è stato dichiarato lo stato di emergenza. Attraverso la risoluzione nº XXII/2020 del Consiglio dei Ministri sono state stabilite le misure eccezionali in vigore durante lo stato di emergenza.

Da allora, siamo in regime feriale. Questo regime avrà termine in una data che verrà indicata in un successivo decreto legge che dichiarerà la fine dell’emergenza.

Questa situazione eccezionale è anche una causa di sospensione dei periodi di prescrizione per tutti i tipi di processi e procedure.

Dalla dichiarazione di emergenza anche il Consiglio superiore della magistratura ha adottato misure di gestione eccezionali.

In primo grado si dà corso solo agli atti procedurali e alle attività istruttorie riguardanti i diritti fondamentali. Devono essere svolti tutti gli atti urgenti che riguardano il mancato rispetto dello stato di emergenza, oltre a tutti gli atti urgenti da svolgersi il sabato, nei giorni festivi che cadono di lunedì e, in caso di più giorni festivi consecutivi, il secondo giorno festivo.

Devono inoltre essere assicurate tutte le attività giudiziarie necessarie a garantire il rispetto del periodo massimo di 48 ore di predetenzione, le attività relative ai minori a rischio o alla supervisione educativa urgente. Devono svolgersi anche le attività istruttorie ed i processi relativi a procedimenti con indagati e imputati detenuti o sottoposti a misure detentive. In questi casi tali attività devono essere svolte nel rispetto delle raccomandazioni delle autorità sanitarie, a seguito di un giudizio di proporzionalità che tiene conto del tempo di privazione della libertà, della durata della misura di esecuzione applicata e delle esigenze di sicurezza sanitaria.

Tutti gli altri atti, istruttori o processuali, di qualsiasi giurisdizione, possono essere compiuti quando il giudice, secondo il suo prudente apprezzamento, lo ritenga necessario, o quando siano necessari per tutelare diritti fondamentali o per prevenire danni irreparabili. Tutte le attività giudiziarie devono svolgersi preferibilmente mediante videoconferenza, videochiamata o altri mezzi di comunicazione a distanza. Se è necessario l’ascolto in presenza, perché essenziale per la scoperta della “verità materiale” o per tentare la conciliazione della controversia, è possibile procedervi a condizione che sia garantito il rispetto delle regole di sicurezza sanitaria. l fine di garantire la distanza di sicurezza è previsto che tali attività si svolgano nelle aule giudiziarie più grandi.

Se ciò non è possibile è stato previsto che le parti vengano divise in due o più gruppi, collocati in tribunali diversi collegati tra loro da una videoconferenza, consentendo un'immediatezza mitigata ma sicura.

Sebbene sia stato applicato il regime feriale, si è compreso che sarebbe più sicuro per tutti che ciascun giudice assicuri la trattazione dei propri casi urgenti nel proprio tribunale, invece di organizzare turni di lavoro in un unico tribunale con un maggiore afflusso di parti.

Pertanto, il piano di turni di lavoro a cui si fa riferimento nel piano di emergenza sarà attivato solo quando non è possibile ricorrere alle regole ordinarie delle sostituzioni legali dei giudici, con l’eccezione dei casi delle festività giudiziarie pasquali, del sabato o delle festività, in cui il regime del turno di lavoro è quello precedentemente stabilito.

Tutte le altre attività sotto la responsabilità dei giudici possono essere svolte a distanza, in particolare attraverso il sistema VPN.

Al fine di controllare la diffusione del virus e garantire la riduzione dei contagi, consentendo di rimanere a casa, per la celebrazione dei processi e lo svolgimento di attività istruttoria in Tribunale sono stati previsti presìdii con turni di 7 giorni per svolgere l’attività giudiziaria e seguire gli adempimenti; il turno va dal più giovane al più anziano, dopodiché subentra un altro gruppo con lo stesso numero di componenti.

Al Tribunale di Sorveglianza di Lisbona tutte le consulenze tecniche e le audizioni dei detenuti che, in condizioni normali, implicherebbero lo spostamento del Giudice, del Pubblico Ministero e dell'Ufficiale giudiziario nell'Istituto penitenziario sono ora garantite dalla videoconferenza.

Nelle Corti d'Appello è ora sospesa la assegnazione dei casi non urgenti.

I giudici della Corte d'Appello non hanno più sessioni faccia a faccia. Le sentenze sono firmate digitalmente e inviate alla Corte per la notifica alle parti. Non ci sono più attività in compresenza se non per i procedimenti con imputati detenuti o per casi di violenza domestica e relativi a minori e giovani a rischio.

Alla Corte Suprema di Giustizia i criteri sono gli stessi della Corte d'Appello.

È il momento del Coronavirus.

Sappiamo quando è iniziato, ma non sappiamo quando o come finirà.

 

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