La Presidenza del Parlamento UE di David Sassoli. L’Europa e i diritti

La Presidenza del Parlamento UE di David Sassoli. L’Europa e i diritti

di Roberto Conti

David Sassoli. Un non politico a presiedere il Parlamento europeo che in più di un biennio ha orientato il suo impegno in modo costante, univoco, accorato, verso il ruolo dell’Europa come garante dei diritti umani, in Europa e nel mondo.

Innumerevoli gli interventi, i discorsi, i comunicati, i Tweets, nelle quali il tratto comune è stato sempre e solo quello della valorizzazione del ruolo "umano" dell'Europa, di sentinella dei diritti.

«I nostri valori sono sotto attacco: il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali è stato intaccato negli ultimi decenni. L’autoritarismo e la xenofobia hanno trovato molti sostenitori che non hanno esitato a usare anche la pandemia come pretesto per minare le fondamenta dei nostri sistemi democratici». Queste le parole espresse dal Presidente Sassoli in occasione della Conferenza di alto livello sullo stato globale dei diritti umani, organizzata dal Parlamento europeo e dal Global Campus of Human Rights il 27 luglio 2021 - v. C. Barbetta, Dobbiamo lottare per proteggere i diritti umani, valori fondanti dell'Unione europea.

Il 15 dicembre 2021, in occasione della consegna del Premio Sacharov, così concludeva il suo intervento: «In un mondo in cui i regimi autoritari e le forze populiste attaccano i diritti umani e compromettono le libertà fondamentali, tutti questi vincitori del premio Sacharov, e fra loro Aleksej Navalnyj, stanno dimostrando a tutti noi, con il loro esempio, cosa significa non rinunciare mai a lottare per i diritti e le libertà. Sono una fonte di ispirazione per tutti coloro che sognano una società migliore e più giusta, in Russia e non solo. Il Parlamento europeo non risparmierà gli sforzi per sostenere le loro battaglie e per proteggerli».

In Europa, uomini e donne non sono eguali, tuonava l’8 marzo 2021, ricordandoci che l'identikit della povertà in Europa oggi è donna e madre, che la diseguaglianza salariale è un fenomeno reale e non virtuale, che il confinamento ha portato l'incremento dei femminicidi e delle violenze senza che l’Europa dei 27 abbia ancora introdotto, come parametro per valutare il rispetto dello stato di diritto fra i Paesi aderenti, quello della ratifica e del rispetto della Convenzione di Istanbul.

Diceva Sassoli, questa Europa ha valori e risorse per “sostenere la dignità delle persone, rendere giustizia alle donne, costruire uno spazio europeo che sia punto di riferimento in un mondo in cui l'eguaglianza non trova cittadinanza”.

Innumerevoli gli inviti ad un’efficace difesa dei principi dello stato di diritto in Europa, alla solidarietà come metodo delle politiche comunitarie, alla sostenibilità ambientale, alla dignità della famiglia umana ed ai diritti che ruotano attorno ad essa, all'esigenza di guardare verso una dimensione cosmopolita dei diritti umani.

La responsabilità di non dimenticare il degrado morale delle società del passato, improntate al nazismo e al fascismo fu la cifra di molte delle sue riflessioni pubbliche - Intervento del Presidente Sassoli alla commemorazione dell’eccidio nazista di Cibeno a Fossoli, sotto riportato in link - nelle quali non mancava di porre l’attenzione verso gli occhi e gli sguardi, troppo spesso ignorati, di prigionieri, migranti, discriminati, senza diritti, libertà e giustizia.

Attento nel ricordare che l’orrore del passato nasceva dentro grandi culture democratiche ma incapaci di fiutare per tempo il pericolo del fascismo e del nazismo. Culture sicure, diceva, che non fosse possibile un capovolgimento dei valori fondamentali di civiltà, nelle quali le classi dirigenti erano convinte di potere posporre la giustizia, la pace e l’uguaglianza, predicando che a tutto questo dovesse pensarsi “dopo”.

Ostinato nel ricordare che quel passato si insinuava e si insinua nel tempo presente quando si guarda alle preoccupazioni ed alla cura dei migranti dicendo che si fa il gioco degli scafisti o quando la magistratura ed il giornalismo indipendente non sono garanti delle democrazie e dei diritti, ma espressioni di disordine.

Sicuro nell’affermare che l’Europa è la casa delle famiglie e delle persone che vogliono amarsi ed hanno il diritto di farlo non necessariamente all’interno della famiglia biologica, dovendo prevalere al legame di sangue quello verso una fraternità fondata sul rispetto della dignità delle persone, nella quale i diritti delle persone e dell’umanità sono la misura di tutte le cose.  

Un’Europa in cui mamma è dunque “colei che ti nutre e ti porta all’amore” anche se non ti ha generato.

Le battaglie sulle vicende Regeni e Zaki, solo le più recenti.

La centralità dello Stato di diritto come elemento portante della nuova Europa, oggi più che mai impegnata nel sanzionare i Paesi che mostrano preoccupanti derive autoritarie e nella quale senza la tutela dei valori essa perderebbe la sua funzione, fondata sul legame indissolubile fra diritti individuali e liberà sociali.

L'Europa, quella che lui piaceva,  delle picconate al muro di Berlino, della costruzione in divenire che non dovrà mai fermarsi, un cantiere nel quale l’impegno delle generazioni successive richiederà di ampliare l’Europa ai Balcani occidentali.

Un’Europa che non è dunque soltanto integrata dalle istituzioni centrali e tecnocatiche di Bruxelles, ma anche un’Europa dei governi nazionali, delle ragioni, dei suoi cittadini, tutti tasselli e tutti mattoni.

Nel suo discorso di insediamento al Parlamento europeo, sottolineò che “lo spirito di Ventotene e lo slancio pionieristico dei Padri fondatori, che seppero mettere da parte le ostilità della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza”.

Quando concludeva dicendo che l’Europa è il nostro destino, sapeva che molti l’avrebbero apprezzato, molti avrebbero applaudito ma tanti lo avrebbero osteggiato, non considerato, dimenticato.

Alcuni di noi, invece, se lo ricorderanno orgogliosi, per una volta, di essere italiani, connazionali di un uomo delle Istituzioni umano e visceralmente europeo.

Grazie Presidente Sassoli.

 

 

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